App e non siti web

Perché la raccolta ordini non può che essere un’app

Durante la pausa sigaretta dei colleghi mi ritrovo a girovagare tra i blog delle aziende che operano nel nostro settore, sperando d’imbattermi in punti di vista alternativi su problemi comuni.
È proprio in questo modo che ho scoperto l’eccellente documento di Handshake sull’importanza di avere un’applicazione dedicata per la raccolta ordini per venditori B2B, ovvero Business to Business (commercio tra ditte o detentori di Partita IVA, spesso in quantità all’ingrosso).
Da sviluppatore web ero molto curioso di scoprire quali fossero i vantaggi di un’app in confronto al mio campo di competenza principale.

Siti mobile-friendly

Nel 2019 oltre un terzo degli italiani utilizza un cellulare per navigare, un tasso di crescita pari a sessanta volte in dieci anni. I contenuti sono tutti o quasi mobile-friendly, ossia ottimizzati per gli schermi piccoli dotati di touch screen.
Visto che internet compare di frequente nelle interazioni della quotidianetà, verrebbe logico supporre che sia sufficiente avere un sito eCommerce visibile correttamente da smartphone per accontentare le esigenze dei rivenditori all’ingrosso e dei loro agenti, però in questa considerazione manca l’esame dei vantaggi della controparte.

Velocità

Il tempo è denaro, oltre a essere il mantra di Zio Paperone è una verità condivisa a livello globale, perciò uno strumento di vendita deve essere veloce e, ancora meglio, deve poter automatizzare e sveltire il processo lavorativo. Niente caricamenti, diciamo basta alle attese dei programmi!
Ormai gli smartphone sono in grado di competere con i computer per quanto riguarda le prestazioni e quindi un’app intelligentemente realizzata vi permetterà di essere velocissimi su entrambi i fronti!
Nessun sito sarà mai veloce quanto un’app. Neanche le più recenti web app ibride sviluppate con framework come Vue.js potranno mai gareggiare con un’applicazione.
Si tratta di un’affermazione semplice che trova fondamento nella natura stessa del web e della sua diversità rispetto alle applicazioni tradizionali.

Modalità aereo

Siete mai stati su un aeroplano? Chi ha vissuto quest’esperienza saprà sicuramente che in aereo non è permesso effettuare telefonate, né tantomeno utilizzare la propria connessione dati. Ergo è impossibile accedere a internet e di conseguenza a un qualunque sito.
A onor del vero spesso le compagnie di volo mettono a disposizione dei passeggeri connessioni WiFi a pagamento, ma il nocciolo della questione è un altro.
Quante volte vi è capitato di non avere segnale o di essere connessi a linee dati di qualità e con velocità scarse?
Gli agenti viaggiano, gli spostamenti occupano gran parte della loro giornata, e condizionare il loro operato alla connettività di un dispositivo mobile è una pessima scelta che potrebbe far perdere svariato tempo, che come abbiamo ricordato prima equivale a perdere soldi.
Sebbene i dati della Commissione Europea del 2017 siano positivi sulla diffusione della connessione in Italia, vi sono ancora tre milioni di famiglie che non hanno accesso a connessioni con velocità pari o superiori a 30 Mb/s. Non è un fatto tragico, sicuramente fa riflettere.

Esperienza

Internet rappresenta il minimo comun denominatore tra le piattaforme per risorse disponibili, dato che è possibile delegare a un computer remoto l’onere dei calcoli richiesti, presentandone all’utente solo l’esito.
Per chi non è esperto di tecnologia ciò significa che, essendo il web accessibile da qualunque dispositivo, i siti sono obbligati a essere estremamente flessibili su come presentano i contenuti e su che funzionalità hanno.
I siti web sono costretti ad andare bene per tutti.
Se piaci a tutti rischi di perdere identità e di fatto i siti internet sfruttano raramente le caratteristiche uniche dei dispositivi mobili.
Mobile-friendly vuol dire che funziona pure su uno smartphone, non che il contenuto è stato pensato, progettato e ideato per smartphone. Con le app vale il contrario: nascono per mobile, sviluppate con l’ottica di sfruttare al massimo la peculiarità dei sistemi per i quali sono state realizzate.
I colossi dell’eCommerce investono nelle app perché gli utenti le preferiscono ai siti; basti pensare che su smartphone l’84% del tempo dedicato ad Amazon in un mese avviene all’interno dell’app. Ovviamente anche il sito è utilizzato, ma su mobile gli utenti trascorrono più tempo con le applicazioni perché la loro esperienza è migliore, più piacevole, veloce, indipendentemente dalla connessione.

Integrazione hardware

Ultimo elemento da non dimenticare è l’integrazione con l’hardware di cui godono le app.
Accedere alla fotocamere e trasformarla in un lettore di codici a barre è una delle forze di interfacciarsi direttamente con il sistema operativo, vantaggio non trascurabile per agenti e addetti al magazzino.

Conclusione

I bisogni di un agente di vendita sono molteplici, spesso specifici, però di sicuro comprendono la velocità, la certezza di poter lavorare in qualunque momento e l’efficenza del proprio flusso lavorativo.
Ai grossisti serve uno strumento semplice da utilizzare, veloce, e che non sia causa di rallentamenti ma di velocizzazioni e miglioramenti.
Tutto questo è un’app e per i motivi sopra citati un sito web rappresenterebbe un investimento sbagliato.

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